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Arrestato a Marsiglia il boss Falsone
Era nell'elenco dei 30 latitanti più pericolosi d'Italia
Il prossimo 28 agosto avrebbe compiuto 40 anni, ma Giuseppe Falsone, ritenuto il capomafia della provincia di Agrigento ed inserito nell'elenco dei trenta latitanti più pericolosi d'Italia è stato arrestato oggi dalla Squadra mobile di Agrigento, insieme a quella di Palermo e allo Sco.
L'arresto è avvenuto a Marsiglia nel Sud della Francia. Nel 1999 era sfuggito ad un mandato di cattura per associazione mafiosa, omicidi e traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Nato a Campobello di Licata (Agrigento) e figlio di un boss locale, Giuseppe Falsone diventa capo quando ancora non aveva 21 anni: il padre Vincenzo e il fratello Angelo, infatti, vennero uccisi nel 1991 durante una guerra di mafia. La cronaca lo lega a boss del calibro di Giuseppe Settecasi, Carmelo Colletti e Giuseppe Di Caro. La sua ascesa ai vertici dell'associazione mafiosa pare fosse sostenuta persino da Bernardo Provenzano. Nei pizzini ritrovati nell'ultimo covo di Provenzano a Montagna dei cavalli, a Corleone, Falsone è indicato con il numero 28. Appena tre mesi fa, nell'ambito dell'operazione antimafia "Apocalisse", i carabinieri di Agrigento e di Palermo hanno sequestrato beni e società riconducibili al boss Falsone per circa 30 milioni di euro. Il 17 marzo del 2004 sono state diramate le ricerche in campo internazionale.
MARONI: INFERTO UN COLPO ECCEZIONALE ALLA CRIMINALITA' «Grazie al lavoro straordinario della Polizia, oggi è stato inferto un altro eccezionale colpo alla criminalità organizzata con l'arresto del venticinquesimo superlatitante inserito nella lista dei trenta dall'insediamento del governo». Così il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha commentato l'arresto del boss mafioso Giuseppe Falsone. Il titolare del Viminale, appresa la notizia, ha telefonato al capo della Polizia, il prefetto Antonio Manganelli, per congratularsi. «Oggi è una giornata felice per l'Italia, per la Sicilia e per la provincia di Agrigento. È stato catturato uno dei boss più spietati della nostra terra, è stato catturato in Francia». Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano, commentando a caldo la notizia dell'arresto del superlatitante di Agrigento, Giuseppe Falsone. Parlando poi del capo di Cosa nostra Matteo Messina Denaro, ricercato numero uno da tutte le forze di polizia, il ministro della Giustizia ha sottolineato: «Credo si lavori alacremente per arrestare Matteo Messina Denaro e siamo fiduciosi che anche questo obiettivo delle forze dell'ordine, dello Stato e della magistratura possa essere centrato».
IL "RAGIONIERE" CHE GIRAVA ARMATO Secondo alcune inchieste sulla mafia agrigentina, Giuseppe Falsone avrebbe gestito dalla latitanza grossi interessi in diversi settori. Il pentito Giuseppe Sardino, lo scorso ottobre dal processo Hiram celebrato nel carcere di Rebibbia, ha riferito in aula che Falsone voleva stabilire rapporti con la massoneria siciliana e romana, ritenendoli utili per Cosa nostra. Falsone soprannominato il "ragioniere", «gira rigorosamente armato, non si separa mai da palmare e pc portatile. E nella ventiquattrore porta la Bibbia e testi di filosofia», ha anche raccontato Sardino che era stato braccio destro e vivandiere di Falsone.
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