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Quando la politica fa le scarpe alla cultura
Polo Universitario scontro D'Orsi Zambuto
La politica è una creatura strana, che possiede una memoria selettiva molto particolare. Se un determinato soggetto è un alleato, allora gli si può perdonare tutto, e ogni errore, ogni incongruenza, ogni comportamento anche illecito, viene dimenticato velocemente.
Scivola sulle pagine della storia come acqua su una lastra di marmo. Guai però ad infrangere un’alleanza. Ogni difetto diventa una colpa infamante ed ogni momento è buono per utilizzare documenti, carte, appunti, delibere, determine, elenchi della spesa. É in un quadro di questo tipo che si è consumata, in questi mesi, la vicenda collegata alle spese di gestione del Cupa. Come si ricorderà, il primo a scagliare la pietra – nascondendo però rapidissimamente la mano- era stato il sindaco di Agrigento Marco Zambuto nel marzo scorso. Causa scatenante una lettera del rettore Lagalla nella quale si evidenziavano alcuni punti critici, a suo parere, circa la gestione delle strutture, per esempio per il recupero dell’ex ospedale di via Atenea e dell’auditorium di Calcarelle. Se questa era la giustificazione ufficiale, i più malevoli – a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca spesso – hanno interpretato questa improvvisa voglia chiarificatrice come un tentativo di posticipare il pagamento dei debiti ma anche come una “ bordata” al presidente della Provincia Eugenio D’Orsi, che non è solo a capo dell’amministrazione di un ente che è socio di maggioranza nel Cupa, ma colpito soprattutto perché sponsor dell’attuale presidente, Joseph Mifsud. Durante quell’incontro Zambuto lanciò accuse pesantissime: parlò di sponsorizzazioni fatte per rendere più morbidi alcuni giornali, parlò di sprechi e di spese folli. Ovviamente quei documenti rimasero accuratamente occultati,così da poter essere resi strumento più efficace tempo dopo, durante un incontro tra tutti i soci del consorzio e il rettore Lagalla. Poi il nulla. Finchè quei documenti furono pubblicati da una testata on line, provocando stranamente reazioni contenute da parte di D’Orsi e dello stesso Mifsud. Infatti anche in questo caso “non era il momento” per affrontare la vicenda, sebbene il presidente della Provincia annunciasse già che in suo possesso vi fossero documenti scottanti che provavano, invece, la cattiva gestione di Lagalla. Si è dovuto attendere il mese di giugno, per un consiglio provinciale straordinario sul tema che, alla fine, non ha praticamente concluso nulla e si è trasformato, da una trappola tesa dall’opposizione, in un successo del presidente D’Orsi. In quell’occasione, l’esponente Mpa si era presentato con un bel “carpettone” da un paio di chili buoni che durante la seduta era stato aperto, poi chiuso, poi spostato, più volte sfogliato, suscitando viva preoccupazione soprattutto tra i banchi del Pdl. L’accordo tacito, alla fine, è stato quello di non entrare nel merito. Poi, inaspettato, dopo oltre due mesi, era giunto un nuovo attacco di Zambuto che, durante un’intervista, anche questa “a tempo ”- il giorno dopo la nomina di Giovanni Nocera nella Giunta D’Orsi- aveva parlato di una gestione sprecona . Dopo appena 24 ore gli indugi sono stati rotti dal presidente della Provincia, che ha esposto ai giornalisti le “prove” del fatto che la gestione Mifsud è migliore di quella Lagalla. Alla fine non è stato detto molto più di quanto non si sapesse già, e si è pure sorvolato sulle celeberrime 4 assunzioni fatte dal Cupa – pare le ultime – quando il presidente della Provincia era Fontana. Un punto questo che, durante quel celeberrimo Consiglio provinciale suscitò il nervosismo proprio dei consiglieri Pdl. Strano. Ad ogni modo l’aspetto di certo più triste è che si possano usare informazioni di questa natura per condurre una battaglia politica. Se Zambuto non avesse avuto scontri con il Mpa avrebbe mai alzato la voce circa quella che lui definisce una gestione clientelare e sprecona? Il primo cittadino, tra l’altro, ha già annunciato di possedere un altro “asso nella manica”. Nello sferrare un attacco mediatico, dinnanzi ad un silenziosissimo giornalista televisivo, a Roberto Di Mauro, il sindaco ha accennato – per l’ennesima volta- ad una celebre riunione tenutasi a Palermo sulla realizzazione della rete idrica, il tutto dopo che Lombardo era stato accolto ad Agrigento come si fa con i sultani arabi – con tanto di promessa di cittadinanza onoraria – per il fatto di aver firmato il decreto che stanziava i fondi per la costruzione. Zambuto non è entrato nel merito, lasciando però intendere che vi sia qualcosa di non chiaro e invitando Di Mauro ad esporsi. Insomma, ancora una volta loro giocano al “gatto e al topo” utilizzando la cosa pubblica per la gestione del potere. E la campagna elettorale non è ancora iniziata. Siamo convinti che questo sia solo il riscaldamento. Gioacchino Schicchi
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