Questo non solo perché Zambuto da tempo ormai soffre di “labirintite”, come disse di lui una volta Marco Travaglio, ma soprattutto perché, la situazione politica attuale, non consente di mettere in atto programmazioni a lungo termine. Tutti i partiti stanno affrontando un periodo di transizione, che sta riguardando sia le formazioni già consolidate che le nuove sigle, che devono ancora affrontare i test locali.
Se questo è il contesto di fondo è ovvio che un sindaco come Marco Zambuto, che cerca sicurezze per la sua prossima ricandidatura, prenda tempo. Il primo cittadino, tra l’altro, sta mettendo in atto una tecnica che somiglia molto a quella che adoperano i venditori ambulanti di palloncini. Sarà successo a tutti di vedere almeno una volta una scena come questa: il venditore si avvicina ad un bimbo, scuote dinnanzi a lui un bel palloncino colorato, magari con all’interno dei campanellini, e il bambino, attratto, lo afferra. Inutili sono poi spesso i tentativi dei genitori di farlo desistere, pena dover sopportare urla e pianti.
La tecnica è esattamente questa: Zambuto ha portato avanti delle trattative personali e praticamente private, rivolgendosi, più che ai partiti, ai singoli esponenti.
Quale sia il bacino elettorale sul quale il sindaco può fare affidamento è oggettivamente un mistero. E a questo si aggiunge che Zambuto, diffidente, stia continuando a non voler assumere una posizione chiara. Sì, fa parte dell’Udc, ma il partito di Casini ormai da tempo è indifferente nei confronti del sindaco, il quale, dal canto suo, è abbastanza “freddo” verso lo schieramento a cui appartiene. Del resto il suo avvicinamento al Pdl e al Pid è fatto ormai di dominio pubblico, e di certo i centristi non hanno gradito.
Il progetto di Zambuto resta quello che negli anni ha guidato il suo operato: “tutti a bordo”, in aperto contrasto invece con quello che vorrebbero i partiti, che attendono una presa di posizione netta. Ma chi entrerà in Giunta, sempre che venga realmente realizzata?
I posti a disposizione dovrebbero essere quattro: due per il Pid, uno dei quali “concesso” dal Pdl con tanto di benestare del ministro Alfano, uno per l’Udc e uno per il Fli. Uno dei problemi dovrebbe essere il “chi?”
Tra i nomi avanzati ci sono quelli di Maurizio Calabrese (Udc) e di Carmelo Settembrino (Fli), ma non c’è nessuna certezza. Il partito di Fini sta attraversando a livello locale una fase molto travagliata e comunque quello di Settembrino non è l’unico nome in lista.
Enigma in casa Pid: dopo il “no” dell’ex presidente del Consiglio Comunale Giovanni Di Maida restano in lista i consiglieri comunali Elisa Virone e Giuseppe Gramaglia, che però sono da troppo tempo indicati come futuri assessori, e, per la legge della politica, potrebbero aver perso il posto.
Se c’è incertezza per chi potrà entrare ad integrare la Giunta, è certo chi non fa più parte dell’esecutivo.
É il caso di Forza del Sud, che ha costretto il proprio assessore, Roberto Campagna a lasciare l’incarico, dell’area ambientalista, che dopo le dimissioni di Olimpia Campo, si è visto chiudere le porte da Zambuto, e soprattutto dell’Mpa, che nonostante alcuni avvicinamenti rimarrà fuori dalla Giunta.
Gioacchino Schicchi