Login    Register    Wednesday, February 22, 2012      Search  
 Città Minimize

In arrivo, davvero, 3 milioni di euro per il Centro Storico


L'ARS approva il finanzimaneto ma...

Questa volta è vero! L’assemblea regionale siciliana finalmente, sembra essersi ricordata della città dei templi e di molti altri centri siciliani bisognevoli di aiuti economici. Lo scorso 29 giugno nel corso della seduta n.267 ha approvato l’emendamento 729-Norme stralciate/A, alla legge n.7 del 11 maggio 2011 dal titolo «Norme in materia di riserve in favore degli enti locali»  che ha permesso lo stanziamento di tre milioni di euro per la città di Agrigento e un milione di euro per la messa in sicurezza del centro storico di Favara.

 

Ma se per la città dell’agnello pasquale si parla direttamente di “messa in sicurezza” per la città capoluogo è stato scelto una formula alquanto particolare, recita infatti  il comma 4 bis alla lettera g) “contributo al Comune di Agrigento per l’attuazione del piano particolareggiato del centro storico della città avente come obiettivo il recupero sociale, culturale, funzionale ed ambientale dei monumenti ivi esistenti”.
Abbiamo chiesto all’avv. Enzo Camilleri, coordinatore dei programmi di sviluppo integrato e coordinatore del piano Strategico del Comune di Agrigento, di spiegarci cosa significhi l’utilizzo di tale formula e cosa effettivamente può realizzarsi nel centro storico della città.
«La formula “per l’attuazione del piano particolareggiato del centro storico della città avente come obiettivo il recupero sociale, culturale, funzionale ed ambientale dei monumenti ivi esistenti”, riporta – ci spiega Camilleri - la formula dell’art. 20 della legge regionale n. 70/1976, che consentiva “l’aggancio” del centro storico di Agrigento alla legge creata appositamente per Ortigia. Il secondo comma dell’art. 20, infatti, consentiva, per l’attuazione del piano particolareggiato del centro storico di Agrigento, di applicare il titolo II° della stessa legge che esplicitava le regole per il recupero di Ortigia. Ipotizzo che qualcuno sia andato a Palermo a richiedere il rifinanziamento di quella legge e, quindi, gli uffici (o qualche politico!), pensando di fare una cosa “voluta” hanno disposto la norma così come approvata dall’ARS. Volendo interpretare la formula odierna usata dal legislatore regionale, “per l’attuazione del piano etc.”, visto che l’attuazione doveva avvenire applicando il titolo II° , si possono scorrere le norme e l’art. 6 e 7 (quest’ultimo modificato dall’art. 57 della l.r. n.10/1999) – prosegue Camilleri - che consentono interventi del Comune direttamente in via sostitutiva o di concerto con i privati proprietari o con concessionari (stipulando apposita convenzione ex art. 9), in presenza di beni di interesse storico».
Ma questa formula permette di utilizzare i fondi per la messa in sicurezza degli immobili del centro storico?
«Questa formula – risponde Camilleri - potrebbe essere valida anche per la messa in sicurezza di un immobile storico-monumentale, ma ritengo che dovrebbe essere precisato se vi sia l’intenzione di ricostruirlo o meno, posto che la modificazione dello stato del centro storico deve essere motivata (il piano particolareggiato vigente del centro storico non prevedeva la demolizione ma il risanamento conservativo e funzionale del palazzo Lo Iacono-Maraventano). Parlo di messa in sicurezza perché il provvedimento della Procura non prevede la rimozione delle macerie ma la copertura delle stesse con un telo in attesa di approfondimenti di indagine».
Questo significa che la messa in sicurezza ad esempio dell’immobile x è finalizzata al suo utilizzo per scopi “sociale, culturale, funzionale ed ambientale”, dunque alla base vi devono essere dei progetti nei quali è indicato cosa di quel palazzo si vuole poi fare al termine della sua messa in sicurezza, non intesa come demolizione.
Quello che però ci colpisce è che, come per incanto, dell’emergenza centro storico non si parli più, è come se, fosse finita. Dopo il tanto parlare, i tanti segni più o meno plateali adesso è come se fosse tutto tornato alla normalità ma una normalità extra ordinaria, le 34 famiglie sono fuori ancora casa, e nessuno sembra ricordarsene, le macerie si cuociono al sole (e per fortuna non piove!), l’impalcatura posta a sicurezza dell’ex chiesa Itria il cui piano superiore, da un momento all’altro sembrava dovesse crollare fa’ ancora bella mostra di sé e dei lavori neanche l’ombra essendo ancora attesa la decisione del Genio Civile sui progetti presentati.
Quello che però rimane è l’immagine di una città a rischio crolli, nel cui cuore antico si trovano macerie che neanche a Beirut si trovano ma che hanno fatto il giro del mondo e che non sono certo una bella immagine pubblicitaria per una città che non è solo valle dei templi o almeno dovrebbe non esserlo.
Marilisa Della Monica

| condividi su facebook | stampa articolo

Pubblicato da: direttore direttore
Data inserimento: 7/8/2011
Numero visite: 307



 Print   
News  
Minimize




 
Orari CuriaGli uffici rimarranno aperti al pubblico da lunedì a giovedì e il sabato, dalle ore 10.00 alle ore 12.00

Centro di Ascolto  È aperto dal 24 maggio 2010 presso i nuovi locali di via Lauricella, 7 (vicolo Viale della Vittoria, Agrigento). Gli operatori saranno disponibili il lunedì, martedì, Mercoledì e venerdì dalle 10 alle 12.30, martedì e giovedì dalle 15.30 alle 18. Per informazioni 0922.660980. 



Sfoglia  
Minimize

sfoglia l'edizione del 16 gennaio 2011

Rubriche  
Minimize
Siti Amici  
Minimize
    Home Chi siamo Dove siamo Abbonamenti Pubblicità Edizioni Contatti
L’Amico del Popolo – via Duomo, 102 – 92100 Agrigento – Tel 0922/24345 - Partita IVA: 01821530845    Privacy Statement