"Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po' e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò...".
Anche se non è dotato delle stesse qualità canore del cantante bolognese Lucio Dalla, Marco Zambuto continua ad esercitarsi in uno scambio epistolare con il ministro Angelino Alfano.
Il tema dell'ultima epistola del sindaco riguarda questa volta il centro storico e in genere la città di Agrigento da un punto di vista dei servizi e delle infrastrutture.
"A giorni - scrive Zambuto rivolto al guardasigilli - il ministro dell’Economia e delle finanze predisporrà il nuovo bilancio dello Stato con la relativa normativa finanziaria, all’interno della quale potresti chiedere provvidenze concrete per il centro storico di Agrigento che, abbandonato da tanti anni, oggi continua a cadere a pezzi. Sin dal mio insediamento - continua - non ho mancato di rivolgermi in tal senso allo Stato e, per esso, all’allora presidente del Consiglio Prodi, che non ha potuto esperire alcuna iniziativa per l’anticipata fine della legislatura. Né ho mancato di segnalarti più volte tale grave ed avvertito problema nel corso dei nostri numerosi incontri. Per parte nostra, intanto, attraverso i nostri uffici comunali, abbiamo predisposto una serie di progetti con i quali abbiamo partecipato ai bandi per attingere alle risorse europee. Sono certo - continua Zambuto - che vorrai interporre tutta la tua autorevolezza presso il ministro Tremonti e gli altri ministri competenti per garantire ad Agrigento, il cui complesso templare - unico al mondo - è patrimonio dell’umanità, gli interventi necessari per la salvaguardia, il risanamento e la fruizione del centro storico della nostra città".
Concludeva la canzone di Dalla "Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
...vedi, vedi, vedi, vedi, vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra, per continuare a sperare...".
LdP